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> Ducati 1199 Panigale
ConteMario
Inviato il: 14 novembre 2011, 12:21
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La Ducati 1199 Panigale si svela in tutte le sue forme e ammalia appassionati motociclisti e addetti ai lavori. Stupisce per il numero e la quantità di innovazioni tecniche e filosofiche che si concentrano in quest’unico modello, telaio portante che permette di ridurre sensibilmente il peso della moto, motore rivisto nelle fusioni e ruotato indietro di 8°, forcellone più lungo di ben 4CM, perno forcellone avanzato e avvicinato al pignone del cambio. Il cambio a sua volta è nella parte alta del basamento e il propulsore oltre alla nuova struttura del basamento dichiara un alesaggio da record che “udite udite” è di ben 112mm un record assoluto per questo propulsore superquadro dalla corsa extra corta.

Cambia la geometria così come la disposizione dei pesi, pilota più vicino al manubrio, serbatoio stretto, coda tronca che punta verso l’alto e una estetica mozzafiato.Il motore dichiara ben 195CV e spinge con forza dai 7 agli 11.300 giri di intervento del limitatore.

Tre le versioni: la base proposta ad un prezzo di 19.190€, per la versione base ABS invece occorrono 1.000€ in più arrivando a 20.190€. Le versioni superiori sono rappresentate dalla S anche questi in due versioni con e senza ABS ad un prezzo rispettivamente di 23.990 e di 24.990 per la ABS. Il top di gamma è invece rappresentato dalla tricolore che festeggia l’unità di d’Italia e racchiude in se il meglio della gamma, il costo della Trciolore è di 28.990€ e ha l’ABS di serie.

Le differenze tra base e S sono da ricercare nei fari full led, nel monoammortizzatore posteriore TTX made in Ohlins, il kit aerodinamico e un ammortizzatore di sterzo Ohlins. I plus della versione Tricolore rispetto alla S sono l’ABS di serie, la speciale verniciatura, il kit centralina più scarico, il sistema DDA Plus. Non ci sarà invece la versione R ma al suo posto troviamo una esclusiva versione Stock con serbatoio in alluminio non verniciato, l’assenza di fari e frecce e una carenatura racing.

(fonte: motoblog.it)



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Inviato il: 13 febbraio 2012, 19:33
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Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI) – DUCATI 1199 PANIGALE Aggiornamento ore 16:10 italiane, lunedì 13 febbraio È appena finita la sessione di prova qui sullo Yas Marina Circuit, e già la Panigale ci manca. Una moto rivoluzionaria, questa, non c'è dubbio.

Torniamo a confermare che è la sua reattività l'aspetto più sorprendente. Si sa che le Case tendono spesso a dichiarare dati tecnici ottimistici, ma questi 10 kgin meno rispetto alla 1198 promessi dagli uomini di Borgo Panigale sembrano proprio veritieri. La versione S protagonista di questo test ha di serie cerchi forgiati in lega leggera, e questo aiuta molto in termini di agilità, ma rimane il fatto che sembra più svelta di una 600 cc. E non per modo di dire...

Ma la sua magia è fatta anche d'altro, ovviamente. Di una grande compostezza in staccata, abbinata ad una efficacissima frizione antisaltellamento. Di una velocità di discesa in piega da vertigine. Di una maestosa capacità di inserirsi e stringere la traiettoria coi freni ancora in mano. Di un controllo di trazione preciso, che col Riding Mode "Track"(indicato per l'uso in pista, setta in modo consono taratura delle sospensioni, controllo di freno motore, mappatura del motore e appunto controllo di trazione) lascia al posteriore una piacevole libertà di pattinare. E certo, anche di un motore con un carattere a dir poco sorprendente, se ripensiamo al vecchio Testastretta. Dove quello era poderoso, il nuovo Superquadro spinge con gentilezza. Ma dove l'altro "finiva", questo nuovo bicilndrico cambia passo e si precipita verso quota 12.000 (qui, secondo il contagiri, interviene il limitatore) con una rapidità che lascia a bocca aperta. Vi ricordate quando si diceva che "sulla Ducati bisogna usare una marcia in più"? Sì? Bene, spostate quest'informazione nel cestino. Ora si usano le marce corte, come su un quattro cilindri. Quanto poi sia veloce rispetto a una BMW S1000RR è difficile dirlo: su questa pista non abbiamo riferimenti, e le sensazioni possono essere falsate dall'erogazione particolare. A "polso" diciamo che la Panigale ha qualcosa in meno. Ma la velocità con cui il contagiri si arrampica verso l'alto, anche in sesta, qualche dubbio ce lo lascia.

Note negative in questo contesto da paradiso del motociclista: due, piccole. L'innescarsi di qualche oscillazione di sterzo su di un lungo curvone che si percorre in completa accelerazione, dovuto probabilmente a un setting perfettibile (diciamo questo perchè giocando con forcella e mono siamo riusciti a milgiorare la situazione, ma forse serviva un po' più di tempo per risolverla del tutto). E poi la tendenza a impennare. Uscendo dalle curve da seconda, quando il motore supera gli 8.000 giri non c'è santo che tenga: l'anteriore decolla, anche abbastanza brutalmente. Per evitare che questo accada o si parzializza, o si cerca di controllare col freno posteriore, o si mette la terza (ma così facendo il motore precipita ad un regime dove non non spinge a dovere). In ogni caso l'accelerazione che risulta non è ottimale.

Ma la lode,questa moto,se la merita ugualmente


http://www.motociclismo.it/ducati-1199-pan...test-moto-50934


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Inviato il: 15 febbraio 2012, 10:24
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MotoGatto MangiaSuricio
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Appoggiata al cavalletto la superbike bolognese è davvero favolosa, un'orgia di design e tecnologia che è davvero difficile ritrovare in altre moto. Spettacolare è il primo aggettivo che mi viene in mente, lo sguardo viene catturato da tutta una serie di particolari tecnici e stilistici che la rendono oltre che unica anche originale. Ma oltre a fare un figurone appoggiata al cavalletto, andrà anche bene? Non ci vuole un sesto senso per intuire che la risposta è… certamente sì! Anche perché gli uomini della Ducati sono particolarmente sorridenti.

In sella
La Panigale a dispetto di dimensioni e volumi decisamente contenuti, è molto accogliente per il pilota, oserei dire comoda.
I semimanubri aperti, le pedane che sono a una giusta distanza dalla sella, mettono a proprio agio piloti di taglie diverse. I comandi sono perfetti, e in ogni caso la possibilità di regolarli è totale.
Il bicilindrico della nostra 1199 S è già caldo e siamo belli che pronti per svicolare tra i guardrail del Yas Marina Circuit.

Entrare in sintonia con la Panigale è più facile di quanto non lo sia memorizzare le curve di questo circuito. Adesso non fraintendetemi, 195 cv e meno di 200 chili sono sempre da considerarsi impegnativi e meritevoli di rispetto, ma la 1199 è anni luce più amichevole della progenitrice 1198, moto dalle prestazioni e dal carattere esaltanti, ma dall'impegno fisico totale. Se guidata con piglio sportivo la 1198 era spettacolare, ma se solo si stava sotto al limite risultava affaticante e impegnativa. Con la 1199 è tutta un'altra storia. Anche solo prendere confidenza con il circuito e i comandi, guidando sciolti e rilassati, con il motore sotto coppia é facile come mai mi é capitato in sella a una superbike di Borgo Panigale, ma anche rispetto alla concorrenza.
Tale caratteristica rimane in parte inalterata anche quando inizio a fare sul serio, tanto carattere, prestazioni impressionanti, ma con un impegno fisico limitato.

La mia 1199 S, è gommata con delle esclusivissime (in quanto attualmente le monta solo la Panigale) Pirelli Diablo Supercorsa SP, con l’inedita 200/55 posteriore, mentre l’elettronica prevede mappa Sport, e quindi, ABS inserito davanti e dietro, controllo di trazione impostato su 5 e freno motore su 1.

Leggera, mostruosamente rapida nei cambi di direzione, e con una capacità di prendere la corda di una curva da seicento, la Panigale ti strega sin da subito. Più spingi e più ci entri in sintonia. Il bicilindrico è impressionante, tra i 7.500 e gli 8.000 giri, cambia passo e ti trasmette una sensazione di potenza maestosa. L’avantreno tende a perdere contatto con l’asfalto nelle prime tre marce, sotto la spinta della cavalleria, ma una volta riconquistato il terreno è preciso come un bisturi. Forse, dentro al pacchetto elettronico, un antiwheeling potrebbe trovare il suo spazio.
La trazione è tanta, ma la coppia del "pompone" è altrettanto abbondante, per cui ogni tanto la spia del controllo di trazione si accende, ma il suo intervento è molto ben filtrato, niente a che vedere con quello della 1198 che non si poteva propriamente definire lineare.

Un paio di disattenzioni, mi consentono di testare il funzionamento dell’ABS, che ha delle soglie di intervento e un funzionamento ottimali. In compenso i freni hanno perso quell’aggressività che caratterizzava l’impianto della 1198 nella prima parte della frenata, e sono oltre che potentissimi, estremamente modulabili e resistenti alla fatica. Badate che su questo tracciato ci sono un paio di staccate da "sesta-seconda", una delle quali prevede un bel passaggio da 280 a meno di 60 km/h, che hanno messo a dura prova gli impianti delle moto.
Cambio mappa, e quindi il motore e l’elettronica cambiano di conseguenza. In Race la Panigale risponde in maniera più pronta, mentre le sospensioni come in precedenza, mostrano una scorrevolezza e un funzionamento eccellente, aiutate anche da un corretto bilanciamento dei pesi.
Il motore, come dicevo, è una furia agli alti regimi, e la voracità con cui fa richiesta di nuovi rapporti mette a dura prova il cambio, che però grazie al quick shifter, non perde un colpo, mentre i tentativi di decollo della ruota anteriore si fanno più frequenti, e l’unico modo per tenerli a bada è quella di anticipare la cambiata.

La trasmissione è davvero a punto, priva di giochi e anche gli apri-chiudi non sono fastidiosi. Il merito va ascritto anche al Ryde By Wire, il cui funzionamento è al di sopra di ogni critica, e che permette un controllo del gas eccellente.
Parlare di vibrazioni e protettività su una moto estrema come la Panigale ha quasi del profano, ma già che ci sono vi dico che le prime, seppur presenti (e con un bicilindrico superquadro così potente sarebbe miracoloso non averle) non raggiungono livelli di fastidio degni di nota, mentre la mentoniera del casco a contatto con il serbatoio è l’unica postura prevista per essere riparati parzialmente dall’aria (la situazione migliora con il cupolino rialzato da gara).
Un turno con la belva
E la belva sarebbe la 1199 con scarico Termignoni, mappatura della centralina e Pirelli Diablo Supercorsa SC2. Pochi ritocchi e la Panigale si arrabbia.
Tutto diventa più rapido e veloce, le staccate oltre che affrontate a velocità nettamente più alte (sul rettilineo più lungo ci sono oltre 10 km/h in più) si riescono a "tirare" sin dentro la curva con una decisione maggiore, grazie al grip maggiorato della SC, mentre gli appoggi sono più consistenti, anche sulle curve in contropendenza che caratterizzano alcuni tratti del circuito. Dove prima temporeggiavi, adesso ci entri forte e motivato. Gli alleggerimenti dell’avantreno e i relativi ondeggiamenti innescati dalla forcella, sono stati mitigati sul nascere semplicemente agendo sull’ammortizzatore di sterzo, mentre in generale insieme alle prestazioni cresce anche l’impegno fisico richiesto al pilota.

Fine turno, fine dei giochi, le nostre Panigale devono far rientro nei box, e con rammarico le consegnamo alle amorevoli cure dei meccanici, mentre anche noi, come del resto gli uomini della Ducati, ci aggiriamo con un bel sorriso sulla faccia.


http://www.moto.it/prove/ducati-1199-panigale.html


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